La causa di beatificazione è alle fasi finali, la Postulazione sta valutando due presunte guarigioni.
Una folla di fedeli, tra cui numerosi colleghi del venerabile Vittorio Trancanelli, hanno presenziato, nella serata di mercoledì 24 giugno, ad una funzione religiosa in ricorrenza del XXII° anniversario della scomparsa del medico, per il quale è in programma, da parte delle competenti autorità vaticane, la beatificazione.
A celebrare la messa, nel piazzale antistante la chiesa del Santa Maria della Misericordia, dove dal 2017 sono state trasferite le spoglie del medico che fino all’ultimo prestò servizio nel reparto di Chirurgia, è stato monsignor Domenico Cancian, vescovo di Città di Castello e amico del venerabile servo di Dio Vittorio Trancanelli (1944-1998).
“Ho conosciuto Vittorio nel corso della sua vita di opera e di testimonianza cristiana – dice monsignor Cancian - ero presente anche il giorno in cui è volato in cielo, era un uomo di pochi gesti, ma molto significativi. In uno dei nostri incontri – continua Cancian - mi raccontò che dopo un’operazione non lasciava solo il paziente, perché per lui quel momento era importante. Si metteva vicino al letto della persona operata per capire come evolveva la situazione. Non l’ho mai visto trasmettere ansietà e, nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, avrebbe trasmesso serenità, pace, speranza e fiducia sia nella scienza che ancor più nella fede”.
Alla cerimonia hanno assistito il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Antonio Onnis con la direttrice sanitaria Simona Bianchi e come detto, anche molti operatori sanitari e personale tecnico amministrativo che collaborarono a stretto contatto con il professionista, prima a Monteluce e poi all’Ex Silvestrini.
Presenti, anche, la moglie Rosalia Sabatini Trancanelli, il professor Fausto Santeusanio, presidente dell’associazione “Alle Querce di Mamre”, fondata dal venerabile e il dottor Enrico Solinas, postulatore della causa di canonizzazione del medico “santo” perugino.
Toccante la testimonianza della moglie Rosalia: “Mi piace ricordare la scena finale della vita terrena di mio marito. Era in Terapia Intensiva e chiese a me e ai suoi colleghi se poteva rivolgere l’ultimo saluto ai nostri figli. Ci venne accordato il permesso, dopo averli salutati con uno sguardo intenso, rivolgendosi a me disse: vedi, io adesso, raggiungo il Padre e cosa ne avremmo fatto di ricchezze e cose materiali, se non avessi potuto godere di questo amore di padre”.
Infine, Enrico Solinas che da anni istruisce il percorso di beatificazione, ha aggiornato sullo stato dei lavori della commissione preposta: “Sono in esame due miracoli attribuiti al venerabile Trancanelli, se anche solo uno dei due dovesse essere valutato positivamente, potremmo già darne l’annuncio ma sempre in maniera riservata come era lui. Diciamolo sottovoce con umiltà come ci ha insegnato lui.”