Interviene equipe multidisciplinareVentotto anni, incinta alla 13ma settimana, Cristina, improvvisamente Hz accusato un violento mal di testa. Ricoverata all’ospedale di Foligno dove vive e fa la parrucchiera, è stata sottoposta a una serie di accertamenti, l’ultimo dei quali, un’angio-RM, rivelava la presenza di un pericoloso aneurisma cerebrale ad elevato rischio di rottura. La giovane donna necessitava di un ricovero in una struttura dove l’eventuale emorragia cerebrale, conseguenza della rottura dell’aneurisma, può essere trattata immediatamente. Viene così deciso il trasferimento presso la struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.
I sanitari prendono in esame le due ipotesi: quella di trattenere precauzionalmente la paziente ricoverata fino al parto, ipotesi possibile perché la cautela per un caso così complesso non può essere minore. L’altra soluzione è quella di intervenire dopo una serie di incontri di una equipe multidisciplinare, coordinata dal Dottor Giorgio Epicoco, e della quale fanno parte la dott.ssa Stefania Troiani, responsabile dalla Terapia intensiva neonatale, il dott. Corrado Castrioto, responsabile della Neurochirurgia, il dott. Mohammed Hamam, responsabile della neuroradiologia interventistica, la neurologa Monica Acciarresi e il dott. Roberto Tarducci responsabile della fisica sanitaria-radioprotezione. L’opzione scelta, quella del trattamento dell’aneurisma dal momento che il rischio di rottura e conseguente emorragia cerebrale, è troppo elevato, si rileva efficace.
“ L’aneurisma cerebrale in fase di pre rottura è stato trattato con spirali e con l’ausilio di un micropalloncino da Remodelling, tecnica che garantisce la chiusura totale dell’aneurisma”, spiega il Dottor Hamam. L’equipe era così composta : anestesisti dott. Sergio Falconi e dottoressa Anna Maria Falaschi, collaboratori dott. Lucio Bellantonio neurointerventista ; infermieri di sala operatoria Michele Caporali, Francesca Chiattell, Julienne Vergini; tecnici di radiologia Filippo Baroni , Roberto Ranocchia , Patrizia Tognellini.
L’equipe del Dottor Hamm precisa inoltre che “la quantità di mezzo di contrasto iodato somministrata è stata la minima indispensabile ( 200 ml) per eseguire l’angiografia preliminare , l’angiografia rotazionale 3D, l’embolizzazione e i controlli angiografici del circolo cerebrali durante e al termine dell’intervento”. L’intervento di embolizzazione è stato effettuato con l’apparecchiatura angiografica della sala Operatoria Ibrida della chirurgia vascolare. La procedura adottata è stata introdotta una guida nell’arteria femorale, attraverso la quale si arriverà al vaso cerebrale interessato, una volta superato il tratto addominale, l’utero viene protetto con una schermatura di piombo, mentre la paziente viene abbondantemente idratata per facilitare la diluizione e l’eliminazione del mezzo di contrasto iodato.
La paziente è stata dimessa dopo circa un mese di degenza e al suo rientro a casa ha voluto ringraziare tutto il personale sanitario che si é occupato della sua patologia. " Ho trovato persone eccezionali, che mi sono state vicino anche sul piano umano oltre che assistenziale -ha detto Cristina-, continuerò a sottopormi ai controlli presso le strutture del S.Maris della Misericordia -, con il mio compagno siamo d'accordo che nostro figlio nascerà a Perugia, ed anche dietro consiglio di una ostetrica abbiamo deciso di chiamarlo Lorenzo ".