Centro Regionale Impianti Cocleari Perugia

Il Centro di Riferimento Regionale Umbro per Impianti Cocleari è stato istituito presso la Clinica Otorinolaringoiatrica della Università degli Studi di Perugia con Decreto della Giunta Regionale n. 1767 del 17/11/2004.
La Clinica Otorinolaringoiatrica della Università degli Studi di Perugia costituisce da molti anni un punto di riferimento di primo piano, in Italia, nella diagnosi precoce e nello studio delle ipoacusie infantili, avendo largamente contribuito allo sviluppo e alla applicazione di metodiche, come i potenziali evocati uditivi del tronco encefalico e, più recentemente, le otoemissioni acustiche evocate, che hanno offerto la possibilità di effettuare diagnosi obiettive e sicure anche in soggetti non collaboranti come i bambini più piccoli.
La istituzione, presso questa clinica, del Centro di Riferimento Regionale Umbro per gli Impianti Cocleari ha consentito pertanto di offrire al paziente gravemente ipoacusico, adulto o in età pediatrica, tutte le possibilità terapeutiche che la scienza, al momento, è in grado di offrire.
E' noto infatti che la sordità congenita bilaterale profonda costituisce una delle malattie congenite in assoluto più frequenti, presentando una incidenza di circa 1-2 per 1000 nuovi nati, e che il suo inadeguato trattamento comporta gravi conseguenze sia sulla acquisizione del linguaggio che sullo sviluppo delle capacità cognitive superiori del bambino: al contrario, il suo tempestivo trattamento mediante protesizzazione acustica o, ove questa non fosse sufficiente, mediante impianto cocleare, consentono lo sviluppo pressoché normale del bambino gravemente ipoacusico.
L'impianto cocleare rappresenta, inoltre, l'unica efficace possibilità terapeutica anche nel soggetto adulto affetto da sordità acquisita bilaterale profonda.

LO STAFF


Lo Staff che garantisce l'attività nel Centro di Riferimento Umbro per Impianti Cocleari è costituito da un gruppo di medici di varie specialità, coadiuvato da personale tecnico altamente qualificato (audiologi, otochirurghi, pediatri, genetisti, neuroradiologi, psichiatra infantile, audiometristi e logopedistia) che è in grado di accompagnare il paziente dalla fase diagnostica della ipoacusia, fino al trattamento che può essere, ovviamente, di diverso tipo a seconda dei casi: medico, protesico, chirurgico e riabilitativo.

 

 
Prof. Giampietro Ricci - professore associato, direttore
dr. Egisto Molini - dirigente medico I livello, audiologo
dr. Sauro Giommetti - dirigente medico i livello
dr. Ruggero Lapenna - ricercatore universitario, otorinolaringoiatra
dr.ssa Donatella Lorentini  - tecnico audiometrista
dr.Fabio Antognarelli - tecnico audiometrista
dr.ssa Francesca Gioeli - tecnico audiometrista
dr.ssa Patrizia Lupoli - logopesta
dr.ssa Bruno Angela - logopedista



L'IMPIANTO COCLEARE


L'Impianto Cocleare costituisce un vero e proprio orecchio elettronico, interamente costruito in laboratorio, che può sostituire la parte più nobile dell'orecchio, la coclea (dove la energia meccanica vibratoria del suono viene trasformata in impulsi nervosi), nei soggetti in cui essa risulti irrimediabilmente danneggiata.

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, l'impianto cocleare si compone di una parte extracorporea e di una parte intracorporea.
La parte esterna comprende un microfono, un processore e un sistema di collegamento in grado di trasmettere, per via transcutanea, il segnale elettrico alla parte interna dell'impianto, la quale comprende il ricevitore/stimolatore e il cavo portaelettrodi.
Il microfono capta le variazioni di pressione legate all'onda sonora e le converte in variazioni di segnale elettrico.

Il processore, che costituisce la vera e propria coclea artificiale, ha la funzione di convertire l'energia sonora percepita dal microfono in un pattern codificato di impulsi elettrici.
Il ricevitore è posizionato in sede sottocutanea a livello di un alloggiamento appositamente preparato durante l'intervento e situato posteriormente alla mastoide. Esso ha la funzione di captare le informazioni elaborate dal processore e di convertirle in impulsi elettrici da inviare agli elettrodi.
Il multielettrodo viene collocato nella scala timpanica della coclea, dove sono situati i corpi cellulari delle fibre del nervo acustico. Essi possono differire per numero, posizionamento, configurazione e per tipo di stimolazione. Per quanto riguarda il numero, che può variare da 1 a 22, ovviamente gli attuali impianti multicanale offrono una migliore capacità di discriminazione frequenziale, e quindi di discriminazione del linguaggio, rispetto ai vecchi impianti monocanale.


INDICAZIONI ALL'IMPIANTO


 I criteri audiologici di selezione nel paziente adulto utilizzati attualmente presso questo centro, sono costituiti da una soglia uditiva media senza protesi nell'orecchio migliore > 80 dB HL sulle frequenze comprese tra 0,5 e 2 KHz e da valori di riconoscimento verbale < 40% in open-set nella migliore condizione di amplificazione protesica.
Naturalmente, va verificata anche la presenza di condizioni psicologiche, sociali e riabilitative idonee.
In età pediatrica le condizioni che orientano verso la necessità della applicazione di un impianto cocleare sono sono costituite dal riscontro di una sordità grave-profonda, dallo scarso o nullo giovamento apportato dalla applicazione di una protesizzazione acustica tradizionale.
Al contrario, criteri di esclusione per la applicazione di un impianto cocleare sono costituiti dal riscontro di un elevato rischio anestesiologico, dal riscontro di turbe psichiche serie, dalla presenza di alterazioni anatomopatologiche importanti dell'osso temporale e, nei minori, dalla assenza di un supporto familiare adeguato. Anche l'adulto con ipoacusia preverbale già avviato al linguaggio gestuale non costituisce un buon candidato all'impianto cocleare.
La fase di selezione all'impianto cocleare costituisce un processo valutativo complesso che richiede la partecipazione allo studio del paziente di un team composto da specialisti e tecnici di diverse aree mediche e chirurgiche: audiologo, otochirurgo, neuroradiologo, pediatra, genetista, psicologo, audiometrista e logopedista. Soltanto dalla perfetta integrazione del lavoro svolto da ciascuno di questi specialisti può derivare una corretta selezione del paziente che può ottenere reali benefici dalla applicazione di un impianto cocleare. Infatti, oltre alle condizioni audiologiche del paziente stesso, vanno considerati molti altri aspetti, comprese le sue condizioni psicologiche, le sue aspettative ed i suoi bisogni soggettivi, nonchè il supporto familiare sul quale il candidato può contare, soprattutto se in età pediatrica.


LA CHIRURGIA


La tecnica chirurgica dell' impianto cocleare è simile a quella nota dell'osso temporale finalizzata all'esecuzione di una timpanoplastica: infatti risultano identiche le fasi di ricerca dei punti di repere anatomico (canale semicircolare laterale e cresta di gastrica in particolare) che, nell' impianto cocleare, consentono la creazione di una porta di accesso alla coclea, dove deve essere inserito il multielettrodo.
Dopo aver esposto la squama del temporale e la mastoide, con la fresa, si procede all'abbattimento delle cellule mastoidee fino alla identificazione dell'antro e dei vari punti di repere per la identificazione del nervo facciale, al di sopra del quale va praticata la timpanotomia posteriore.
È questa una apertura che consente l'accesso all'orecchio medio e che costituisce la fase più delicata dell'intervento.
Il successivo accesso alla rampa timpanica del giro basale della chiocciola viene realizzato mediante la cocleostomia, che consiste nel praticare una apertura sul guscio osseo della parete mediale della cassa del timpano, che prende il nome di promontorio e che corrisponde alla parte iniziale del giro basale della coclea
Attraverso questa apertura, del diametro di circa 1 mm, viene inserita la estremità distale del multielettrodo che consente la stimolazione elettrica delle terminazioni periferiche del nervo acustico. Una volta inserito il multielettrodo si chiude la coclea con minuti frammenti di tessuto muscolare o fasciale imbibiti di colla di fibrina per prevenire una fistola perilinfatica e per ridurre il rischio di un'eventuale contaminazione microbica dell'orecchio interno.
Quindi si colloca e si fissa il ricevitore/stimolatore nell'alloggiamento che era stato precedentemente allestito a livello della squama del temporale, posteriormente alla mestoidectomia.
Stabilizzato il sistema, vengono effettuate delle verifiche di funzionalità e dei rilievi elettrofisiologici che risultano utili anche nella successiva fase di mappaggio del processore, soprattutto nei bambini.
Dopo l'inserimento degli elettrodi ed il fissaggio del ricevitore vengono riposizionati e suturati i lembi sottocutanei e cutanei, previa accurata emostasi.


LA RIABILITAZIONE


 L'ipoacusia neurosensoriale profonda insorta in epoca precoce procura gravi conseguenze sulle capacità linguistiche.
Il deficit periferico coinvolge necessariamente le vie centrali uditive fino ad estendersi alle aree del linguaggio cognitive e della memoria. Pertanto è necessario intervenire al più presto per evitare che la difficoltà di comunicazione ed il conseguente ritardo cognitivo si stabilizzino. Una diagnosi funzionale, sempre più precisa, ci offre la possibilità di definire il reale beneficio che la protesi acustica può arrecare allo sviluppo del linguaggio verbale. Per cui, dopo aver acquisito tutti i dati audiologici e le indicazioni cliniche, il candidato all'impianto cocleare viene sottoposto ad una rilevazione del profilo comunicativo, con prove strutturate che riguardano il livello percettivo verbale e la produzione linguistica. I pazienti che con la protesi acustica hanno un guadagno minimo, e dai test risultano appartenenti alle prime categorie percettive, saranno candidati all'impianto. Pertanto dovranno partecipare a diverse sedute di allenamento acustico nel periodo pre-intervento ed in quello precedente all'attivazione dell'impianto.
Una volta effettuata l'attivazione, la riabilitazione logopedica procederà tenendo in considerazione due aspetti essenziali che vanno integrati tra loro: educazione/riabilitazione delle capacità percettive acustiche e delle capacità cognitive linguistiche. La riabilitazione ha perciò il compito di guidare il bambino impiantato nell'affinare le nuove percezioni uditive e di educarlo ad attribuire, ad ognuna di esse, un significato comunicativo. Chiaramente il progetto terapeutico, condiviso con tutta l'equipe, sarà diverso a seconda dell'età del soggetto, della sua storia precedente, della metodologia riabilitativa usata fino a quel momento.

I genitori devono essere parte integrante del lavoro terapeutico: saranno aiutati a capire le reazione del proprio figlio, a sentirsi capaci di intraprendere un cammino insieme a lui imparando a pianificare, nella vita di tutti i giorni, tutte quelle strategie di ascolto e di comprensione che vengono proposte in terapia. Si prevedono follow-up ravvicinati poiché costituiscono un momento importante dell'iter terapeutico per determinare i progressi uditivi e le strategie ulteriori da adottare.


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