Il racconto del parto, del primo incontro tra madre e figlio, di quell’istante unico in cui l’essere umano passa dalla vita nel grembo alla vita fuori, dall’acqua all’aria, dal buio alla luce ha un fascino tutto speciale.
Negli occhi di una madre E’ Lucia Caruso, giornalista e appassionata di fotografia, oggi mamma di due gemelli, Francesco e Camilla nati lo scorso 7 gennaio, a raccontare il proprio parto. Ed è dal lettino della sala operatoria che sceglie di immortalare quello che descrive come ‘lo spettacolo della vita compiersi’. Gli occhi di una madre, al primo incontro con i suoi figli, sono documento fotografico. Siamo nella sala operatoria dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, di Perugia e a intervenire è l’equipe della Struttura complessa di Ginecologia diretta da Giorgio Epicoco e formata dai ginecologi Saverio Arena, Maila Romanelli ed Elena Laurenti, dagli anestesisti Simonetta Tesoro, Andrea Trotta e Claudia Serra e dalle ostetriche Lara Lucchetti e Chiara Zullino. Nonostante la complessità di un parto gemellare, Arena ha reso possibile, attraverso una preparazione preliminare, che la futura mamma potesse imbracciare l’apparecchiatura fotografica dal letto del parto. «Lo ringrazio infinitamente per una lunghissima serie di ragioni – commenta la mamma – e ringrazio anche la direzione che per via dell’ufficio stampa si è dimostrata sensibile a un bisogno di documentare, momenti di vita e aspetti umani della scienza medica, che vanno al di là di un pur legittimo desiderio di una madre».
Il fotoracconto «Mentre mi preparano – racconta Lucia Caruso – strappo ancora qualche istante per fantasticare su come saranno i miei piccoli. Mi chiedo come andrà l’intervento. E cosa stesse pensando il mio compagno. Ho il desiderio di immortalare quel momento, ma nonostante l’incoraggiamento dei medici, non sono sicura di riuscirci. Temo di non controllare l’emozione. Tutto sarà possibile anche grazie alle loro indimenticabili coccole».
Descrizione del fotoracconto
di Lucia Caruso
Emozione, ansia, paura, curiosità. Le mani tremano, il cuore batte forte mentre guardo la vita vivere attraverso l'obiettivo della mia Nikon.
E' il 7 gennaio e fuori ci dev'essere il sole. Ma le luci lì dentro confondono il mio senso del tempo. Succede tutto molto in fretta o almeno ho questa impressione.
E' dall'insolita angolazione del lettino della sala operatoria che immortalo la prima visione dei miei figli. Un momento intenso quello della nascita, di grande sfuggevolezza, che ho deciso di fissare in fotogrammi capaci di raccontare la suggestione del parto, l'emozione del primo vagito, la forza del primo sguardo di una madre sul proprio figlio.
La macchina fotografica si è fatta prolungamento del mio occhio, di quello sguardo incantato e sorpreso che osserva con il cuore in gola lo spettacolo della vita compiersi. Tra stupore e meraviglia avviene quel primo incontro, un istante intimo e romantico, in cui si realizza quell'immagine attesa su cui si è tanto fantasticato. Con intensa emozione ci si perde nella visione del passaggio alla vita, sospeso tra forza e tenerezza.
E' naturale chiedersi cosa mai spinge una madre a insinuare tra se e il primo abbraccio con i propri figli una macchina fotografica. Niente di più semplice che il profondo desiderio di condividerlo. Con quanti, quel momento, lo immaginano, lo sognano, come me. Da lì, da quel lettino, per una straordinaria prima volta.
In sala operatoria i ginecologi Saverio Arena, Maila Romanelli ed Elena Laurenti, gli anestesisti Simonetta Tesoro, Andrea Trotta e Claudia Serra e le ostetriche Lara Lucchetti e Chiara Zullino. Grazie a tutta l'azienda ospedaliera per averlo reso possibile.